Papa Francesco

"Voi sapete, cari giovani universitari, che non si può vivere senza guardare le sfide, senza rispondere alle sfide. Colui che non guarda le sfide, che non risponde alle sfide, non vive. La vostra volontà e le vostre capacità, unite alla potenza dello Spirito Santo che abita in ciascuno di voi dal giorno del Battesimo, vi consentono di essere non spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei. Per favore, non guardare la vita dal balcone! Mischiatevi lì, dove ci sono le sfide, che vi chiedono aiuto per portare avanti la vita, lo sviluppo, la lotta per la dignità delle persone, la lotta contro la povertà, la lotta per i valori, e tante lotte che troviamo ogni giorno." Papa Francesco

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martedì 30 gennaio 2018

Di che nome ti chiamano? (Bozzetti dalla Turchia)

Ad Antiochia per la prima volta ai seguaci di Gesù fu dato un nome collettivo, un'appartenenza, la bozza di una identità. Passando nelle strette vie del vecchio quartiere ebraico della città, sui muri rimbellati da non molti anni, campeggiano simboli pop vagamente ribelli:
un cantante hip hop, il Joker di heath ledger, la maschera di guy fawkes di v for vendetta. Idee graffite in cerca di un nome collettivo. La zona si è riqualificata da poco e si è riempita di locali per giovani e tante scritte e disegni sulle pareti. Quando i frati cappuccini hanno comprato qui qualche decennio fa le case per poi farne un convento, i prezzi erano bassi, la gente scappava a comprare gli appartamenti nuovi appena fuori dal centro. Costruire ancora, fino a quando? Per ora l'edilizia e gli investimenti fruttano ancora la pace sociale.
I frati hanno costruito man mano negli anni un ambiente bello, sul tetto di una parte della casa hanno fatto una terrazza, stravisitata dalla gente locale, un via vai ogni pomeriggio, perché divenuta immagine di ciò che questa città vuol far sapere al mondo e al resto della Turchia (perché la Turchia in realtà sono tante Turchie!): questa è la città della convivenza, e al museo storico, visitato di mattino, ci sorbiamo un documentario certosino che certifica come ab urbe condita il crocevia della città sull' Oronte ha permesso uno.scambio ed un incontro tra i tanti popoli che si sono avvicendati. In parte c è un motivo storico preciso, qui la corrente alawyta, minoranza islamica, ha cercato sostegno alla propria identità sostenendo le altre minoranze come quelle cristiane. Adesso altre correnti vorrebbero far monopolio.
Cosi dal terrazzino della tolleranza si può fotografare un piccolo campanile con alle spalle i tetti delle case squarciati da una chioma di verde puntellata di macchie di aranci maturi. E sullo sfondo abbracciata dai rami si vede la non lontana torre della moschea. Certo è un immagine desiderata quella della tolleranza, specie se si pensa che lo sfondo oltre i tetti delle case e quello dei monti che dividono dalla Siria e dalla sua guerra ancora non sopita. Campanile, tetti, giardino, minareto: una bella immagine a cui ancora mi sembra non siamo riusciti a dare un nome collettivo e ci è richiesto uno sforzo di novità per inventare un nuovo vocabolario capace di descrivere una tolleranza reale e non impaurita, pavida, interessata (da qualsiasi parte si guardi!).
D Francesco Ondedei

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