Papa Francesco

"Voi sapete, cari giovani universitari, che non si può vivere senza guardare le sfide, senza rispondere alle sfide. Colui che non guarda le sfide, che non risponde alle sfide, non vive. La vostra volontà e le vostre capacità, unite alla potenza dello Spirito Santo che abita in ciascuno di voi dal giorno del Battesimo, vi consentono di essere non spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei. Per favore, non guardare la vita dal balcone! Mischiatevi lì, dove ci sono le sfide, che vi chiedono aiuto per portare avanti la vita, lo sviluppo, la lotta per la dignità delle persone, la lotta contro la povertà, la lotta per i valori, e tante lotte che troviamo ogni giorno." Papa Francesco

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venerdì 15 settembre 2017

il Decalogo della solidarietà secondo papa Francesco

Gli interventi di papa Francesco sul tema della solidarietà ormai è quasi impossibile contarli: sono continui, esplicitati nei più diversi contesti, rivolti a persone, comunità, istituzioni nazionali e internazionali. Qui di seguito ne vengono richiamati alcuni pronunciati nel corso del 2014 e del 2015, come una sorta di decalogo della solidarietà.

  1. La solidarietà come elemento essenziale della vita cristiana. La solidarietà con i poveri è al centro del Vangelo. Essa va considerata come un elemento essenziale della vita cristiana. Mediante la predicazione e la catechesi, fondate sul ricco patrimonio della dottrina sociale della Chiesa, la solidarietà deve permeare i cuori e le menti dei fedeli e riflettersi in ogni aspetto della vita ecclesiale. Oltre che al centro, i poveri sono anche all’inizio e alla fine del vangelo. E la Chiesa, soprattutto quella economicamente prospera, deve evitare che in essa i poveri non si sentano a casa loro e non osino entrare.[1]
  1. Una fede senza solidarietà è una fede morta. Anche se va a messa la domenica, il cristiano dal cuore non solidale è un cristiano dalla fede debole, malata e morta. Una fede senza solidarietà è una fede senza Cristo e senza Dio. Quando una fede non è solidale, o è debole, o è malata o è morta: non è la fede di Gesù. La fede che Gesù suscita è una fede con la capacità di sognare il futuro e di lottare per esso nel presente. È con questa fede che i cristiani devono contagiare strade e sentieri del mondo. Il messaggio più efficace che i cristiani possono comunicare agli altri è una fede solidale.[2] La fede, luce che non abbaglia ma rischiara e orienta con rispetto la coscienza e la storia di ogni persona e di ogni società umana, non può essere ridotta alla sfera puramente soggettiva..[3]
  1. Nella Chiesa, tutti, nessuno escluso, sono promotori di solidarietà. Per costruire una società giusta e solidale c’è bisogno dell’impegno di tutti.[4] Tutti, presbiteri, persone consacrate, fedeli laici, siamo incoraggiati a servire Dio nel servizio ai fratelli, e a diffondere dappertutto la cultura della solidarietà. C’è tanto bisogno di questo impegno, di fronte alle situazioni di precarietà materiale e spirituale, specialmente di fronte alla disoccupazione, una piaga che richiede ogni sforzo e tanto coraggio da parte di tutti, anche se quella del lavoro è una sfida che interpella in modo particolare la responsabilità delle istituzioni e del mondo imprenditoriale e finanziario.[5]
  1. Costruire solidarietà con il protagonismo dei giovani. Per costruire un mondo migliore di giustizia, di fraternità e di solidarietà è decisivo il protagonismo dei giovani: essi devono contribuire a superare i problemi della disoccupazione giovanile con coraggio, speranza e solidarietà.[6] Il mondo ha bisogno di giovani coraggiosi, non timorosi, di giovani che si muovano sulle strade e che non stiano fermi.[7] I giovani di oggi e di domani hanno diritto ad un pacifico ordine mondiale basato sull’unità della famiglia umana, sul rispetto, sulla cooperazione, sulla solidarietà e sulla compassione.[8]
  1. La solidarietà non riduce alla passività. Solidarietà significa anche lottare contro le cause strutturali della povertà e delle diseguaglianze, della mancanza di lavoro e della negazione dei diritti sociali e lavorativi. Non si può affrontare lo scandalo della povertà promuovendo strategie di contenimento che unicamente tranquillizzano e trasformano i poveri in esseri addomesticati e inoffensivi.[9] Solidarietà è pensare e agire in termini di priorità della vita di tutti sull’appropriazione dei beni da parte di alcuni. La solidarietà è un modo di fare la storia con i poveri, rifuggendo le presunte opere altruistiche che riducono l’altro alla passività.[10]
  2. La solidarietà è impegno per costruire città accoglientiLe città nelle quali viviamo avranno un volto attraente se saranno ricche di umanità, ospitali, accoglienti; se tutti noi saremo attenti e generosi verso chi è in difficoltà; se sapremo collaborare con spirito costruttivo e solidale, per il bene di tutti. Com’è la qualità della nostra “cittadinanza”? Abbiamo contribuito, nel nostro piccolo, a rendere la città in cui viviamo vivibile, ordinata, accogliente?[11] Quanto sono belle le città che, anche nel loro disegno architettonico, sono piene di spazi che uniscono, favoriscono le relazioni umane e promuovono il riconoscimento dell’altro![12]
  1. La solidarietà è farsi carico del problema dell’altro. La solidarietà è l’atteggiamento che rende le persone capaci di andare incontro all’altro e di fondare i propri rapporti reciproci su quel sentimento di fratellanza che va al di là delle differenze e dei limiti, e spinge a cercare insieme il bene comune.[13] Solidarietà è farsi carico del problema dell’altro.[14] Il mandato dell’amore va esercitato partendo non da idee o concetti ma dal genuino incontro con l’altro, dal riconoscersi giorno dopo giorno nel volto dell’altro con le sue miserie e con i suoi eroismi. Non si amano concetti o idee, ma si amano persone in carne ed ossa: uomini e donne, bambini e anziani; volti e nomi che riempiono il cuore e ci commuovono fino alle viscere.[15]
  2. La solidarietà è prossimità e gratuità. Una società senza prossimità, dove la gratuità e l’affetto senza contropartita – anche fra estranei – vanno scomparendo, è una società perversa. La Chiesa, fedele alla parola di Dio, non può tollerare queste degenerazioni. Una comunità cristiana in cui prossimità e gratuità non fossero più considerate indispensabili, perderebbe con esse la sua anima.[16] La solidarietà non consiste solo nel dare ai bisognosi, ma nell’essere responsabili l’uno dell’altro. Se vediamo nell’altro o nell’altra un fratello o una sorella, nessuno può rimanere escluso e separato.[17]
  1. La solidarietà è tenerezza ed empatiaLa solidarietà va testimoniata concretamente nei confronti di chi ha bisogno non solo di giustizia e di speranza, ma anche di tenerezza.[18] Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore, sulla prossimità e sulla tenerezza.[19] L’empatia è frutto dell’esperienza personale, che ci porta a vedere gli altri come fratelli e sorelle, ad “ascoltare”, attraverso e al di là delle loro parole e azioni, ciò che i loro cuori desiderano comunicare.[20]
  1. La solidarietà è un modo di fare la storiaSolidarietà è far fronte agli effetti distruttori dell’impero del denaro: i dislocamenti forzati, le emigrazioni dolorose, la tratta di persone, la droga, la guerra, la violenza e tutte quelle realtà che molti subiscono e che tutti siamo chiamati a trasformare. La solidarietà, intesa nel suo senso più profondo, è proprio un modo di fare la storia.[21] Quando in un paese la solidarietà manca, ne risentono tutti.[22]

[1] Discorso ai vescovi della Corea (14-8-2014).
[2] Discorso in occasione della vista alla popolazione del Banado Norte-Asuncion-Paraguay (12-7-2015).
[3] Discorso in occasione dell’incontro con le autorità civili (La Paz, Boliva, 8-7-2015).
[4] Angelus del 1-1-2014.
[5] Omelia durante l’eucaristia celebrata a Campobasso (5-7-2014).
[6] Discorso ai giovani delle diocesi di Abruzzo e Molise (5-7-2014).
[7] Saluto agli scout dell’Agesci (10-8-2014).
[8] Messaggio in occasione della conferenza sull’impatto umanitario delle armi nucleari (7-12-2014).
[9] Discorso ai partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari (28-10-2014).
[10] Discorso alla Federazione organizzazioni cristiane servizio internazionale volontario (4-12-2014).
[11] Omelia durante la celebrazione dei primi vespri (31-12-2013).
[12] Discorso ai partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari (28-10-2014).
[13] Discorso in occasione della II Conferenza internazionale sulla nutrizione (20-11-2014).
[14] Discorso ai giovani, Asuncion-Paraguay (12-7-2015).
[15] Discorso ai partecipanti al secondo incontro mondiale dei movimenti popolari, Santa Cruz de la Sierra-Bolivia (9-7-2015).
[16] Udienza generale del 4-3-2015.
[17] Discorso in occasione dell’incontro con la società civile, Quito-Ecuador (7-7-2015).
[18] Omelia durante l’eucaristia celebrata a Cassano Jonio (21-6-2014).
[19] Omelia in occasione della canonizzazione di alcuni beati (23-9-2014).
[20] Discorso ai vescovi dell’Asia (17-8-2014).
[21] Discorso ai partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari (28-10-2014).
[22] Discorso in occasione della II Conferenza internazionale sulla nutrizione (20-11-2014).

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