Papa Francesco

"Voi sapete, cari giovani universitari, che non si può vivere senza guardare le sfide, senza rispondere alle sfide. Colui che non guarda le sfide, che non risponde alle sfide, non vive. La vostra volontà e le vostre capacità, unite alla potenza dello Spirito Santo che abita in ciascuno di voi dal giorno del Battesimo, vi consentono di essere non spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei. Per favore, non guardare la vita dal balcone! Mischiatevi lì, dove ci sono le sfide, che vi chiedono aiuto per portare avanti la vita, lo sviluppo, la lotta per la dignità delle persone, la lotta contro la povertà, la lotta per i valori, e tante lotte che troviamo ogni giorno." Papa Francesco

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sabato 3 agosto 2019

VUT 5: A.L.F.A. (3 agosto 2019)

Il riferimento non è al maschio Alfa, leader di un branco. Ironicamente è l'acronimo scelto da padre Riccardo per dare un nome alla scuola secondaria che ha costruito in questi anni (potete recuperare il post del 4 agosto 2018). Significa AUTO LIBERATION FOR AFRICA.


Padre Riccardo l ha scelto per esprimere qualcosa che realizza ogni giorno nella sua scuola: non sono i soldi a determinare la qualità di un lavoro che voglia essere educativo.
La scuola secondaria che dirige è pensata per persone di scarso reddito o che ne siano del tutto prive. E le quote di iscrizione da lui chieste sono basse per lo standard tanzaniano, mentre alta è la capacità della scuola di diplomare giovani preparati.
L'inganno è credere che se si mantiene un ambiente superiore alla media raffinato e costoso, allora soltanto si potrà garantire un livello alto di formazione. Che tradotto significa: accesso preferenziale per chi è benestante!

Con 10 milioni di studenti alle scuole primarie e due milioni a quelle secondarie in Tanzania (su quasi 60 milioni di abitanti), l'educazione e la cultura non possono essere aspetti secondari di qualsiasi impegno che voglia essere anche ascolto della popolazione.
I genitori hanno chiesto a Riccardo di continuare la scuola che aveva iniziato. Era completamente gratuita, ma il governo dell'epoca ne impose la chiusura. I genitori furono disposti a finanziarla. Così è nata l'attuale Secondaria.

Incontriamo alcune studentesse al loro ultimo anno di scuola. Il prossimo anno se passano l'esame, saranno iscritte all'università. Ci scambiamo il nome, l'età e poi chiediamo che cosa vorrebbero diventare con i loro studi. Giornalista, medico! La risposta netta faceva tremare le motivazioni di alcuni dei nostri alcuni anni fa.

Invito alla sera il gruppo a mettersi in confronto, non in senso negativo ma secondo quell'attenzione che la LAUDATO SI indica: tutto è intimamente connesso! Qual è il collegamento tra ciò che ci spiega padre Riccardo, i giovani che incontriamo, coi quali si arriva anche a danzare con gioia, e la loro vita da studenti in Italia? È davvero solo un fattore di eccessivo benessere che spinge i nostri studenti ad avere presunte scarse motivazioni?

Talvolta mi viene da pensare che forse fa comodo che in Italia i giovani siano parcheggiati in università purché si comportino da bravi consumatori. Il dopo, in una società a prevalenza adulta avanzata, interessa meno. Siamo preoccupati più di chi arriva invece di chi parte! Quanti studenti italiani vanno all'estero? 28000 nel 2017.

In questo viaggio, durante il quale ci si confronta continuamente con altri giovani studenti, occorre chiedersi quale sia la connessione con loro. Capire che valore la nostra società e la nostra politica in Italia dia allo studio e all'educazione. Qui si ricorre alla Banca Mondiale per spiegare i tagli alla salute e alla educazione. Ma da noi?

Padre Riccardo tempo fa, in un viaggio a Dar per questioni legali, si è visto avvicinare da un giovane che si è presentato come suo ex alunno. Al di fuori del tempo di lavoro, prestava servizio per dare sostegno nello studio a giovani senza mezzi di sostentamento. "Io sono gratificato se la scuola ha permesso questa maturazione!".

d.onde

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