Papa Francesco

"Voi sapete, cari giovani universitari, che non si può vivere senza guardare le sfide, senza rispondere alle sfide. Colui che non guarda le sfide, che non risponde alle sfide, non vive. La vostra volontà e le vostre capacità, unite alla potenza dello Spirito Santo che abita in ciascuno di voi dal giorno del Battesimo, vi consentono di essere non spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei. Per favore, non guardare la vita dal balcone! Mischiatevi lì, dove ci sono le sfide, che vi chiedono aiuto per portare avanti la vita, lo sviluppo, la lotta per la dignità delle persone, la lotta contro la povertà, la lotta per i valori, e tante lotte che troviamo ogni giorno." Papa Francesco

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venerdì 31 agosto 2018

In Medio Oriente il problema non è l’islam, ma il fallimento della politica

Periodicamente, nel corso degli anni, sembra che le analisi sul Medio Oriente e la politica globale attraversino una fase in cui una domanda cruciale cattura l’attenzione dei mezzi d’informazione e delle riflessioni in tutto il mondo: l’islamismo è una tendenza pericolosa che caratterizzerà le future società a maggioranza musulmana o è solo una fase passeggera? Sono sorpreso da quanto spesso l’argomento ricorra nelle chiacchiere con gli amici e tra i colleghi di tutto il mondo, mentre nelle mie conversazioni quotidiane con gli arabi e i musulmani di tutto il Medio Oriente è molto meno frequente. 


Ci sono varie spiegazioni possibili per questa differenza: a) l’occidente è giustamente ossessionato dalla minaccia concreta di una militanza islamista prolungata, b) l’occidente ha sposato le tesi degli autocrati arabi, direttamente minacciati dalle rivolte o dalle forze di opposizione islamiste, c) gli arabi e i musulmani del Medio Oriente che vivono queste problematiche ogni giorno sanno che l’islamismo e le sue manifestazioni come i Fratelli musulmani o il gruppo Stato islamico (Is) sono soltanto sintomi superficiali di questioni più profonde che non riguardano la religione, ma la politica, la natura umana e l’abuso di potere che colpiscono centinaia di milioni di persone a cui non rimane che affidarsi alla religione.

Pongo questa domanda perché è importante che davanti al ritorno di questo dibattito ci concentriamo sulle questioni reali invece di farci distrarre dalla cortina fumogena e dalla propaganda disseminata nelle campagne di pubbliche relazioni a livello globale alimentate dai paesi arabi più ricchi, preoccupati dal persistere di movimenti islamisti in tutta la regione. La politica islamista è un sintomo di un malessere diffuso tra cittadini politicamente emarginati.

il resto dell'articolo lo potete leggere su UNIMONDO 

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