Papa Francesco

"Voi sapete, cari giovani universitari, che non si può vivere senza guardare le sfide, senza rispondere alle sfide. Colui che non guarda le sfide, che non risponde alle sfide, non vive. La vostra volontà e le vostre capacità, unite alla potenza dello Spirito Santo che abita in ciascuno di voi dal giorno del Battesimo, vi consentono di essere non spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei. Per favore, non guardare la vita dal balcone! Mischiatevi lì, dove ci sono le sfide, che vi chiedono aiuto per portare avanti la vita, lo sviluppo, la lotta per la dignità delle persone, la lotta contro la povertà, la lotta per i valori, e tante lotte che troviamo ogni giorno." Papa Francesco

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sabato 14 ottobre 2023

Per una giornata mondiale di missione, CUORI ARDENTI E PIEDI IN CAMMINO (22 ottobre 2023)

Dall’aula dove si sta svolgendo il Sinodo in queste settimane, fuoriescono brevi commenti, frasi pronunciate, che ci raccontano quale sia il clima e la direzione che si vivono tra i partecipanti. E tutto questo accade durante il mese missionario di ottobre che ci rivolge in un titolo assertivo, una domanda implicita. CUORI ARDENTI, PIEDI IN CAMMINO, evidentemente la proposta della CEI attinge dal racconto di Emmaus. Sono i tratti salienti della scoperta da parte dei due discepoli che Gesù era con loro. Mentre si chiudevano le porte della storia deludente di cui credevano essere stati partecipi, vedendo il loro maestro sconfitto smentire tutte le speranze che la sua presenza aveva nutrito, ecco invece che il futuro di nuovo si apriva. E non solo un cuore ardente è sufficiente, ma che entri in cammino per comunicarsi agli altri. Il domenicano Radcliffe nel parlare ai padri sinodali, in riferimento ad un diverso vangelo, ha parlato di una comunione che si irradia, di cristiani appassionati perché formati da e ad un amore non possessivo.

Se così si chiarisce il senso di quel percorso che li riporta indietro per partire da dove tutto era finito, da Gerusalemme – e voglia il Signore che questa sia per noi anche una preghiera per quanto accade in questi giorni in Israele – i due discepoli di Emmaus ci interrogano indirettamente sul nostro statuto di amore vissuto nella fede e nell’annuncio. I viaggi missionari estivi ci confortano nel frequentare chiese giovani rispetto alla nostra, ma nelle quali l’entusiasmo percepibile è propriamente quella capacità di rendere la fede un elemento costante della quotidianità. Don Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola, parla di chiese che si preoccupano “più di esserci che di contare…Tutti coloro che si stanno impegnando in Italia nel cammino sinodale chiedono concordemente di recuperare lo stile di Gesù e delle comunità cristiane dei primi tempi, senza idealizzarle, recuperando la dimensione del lievito, la gioia di essere lievito sganciandoci dal quanti siamo, dal si è sempre fatto così, dal non ce la facciamo più!”.  

Così come centro missionario diocesano abbiamo cercato testimoni che ci potessero comunicare la loro esperienza di chiesa. Col titolo di PIEDI GIOVANI, PASSI CORAGGIOSI, abbiamo coinvolto persone delle chiese egiziana, birmana e indiana. Ci troveremo fisicamente dentro una chiesa, quella di San Vincenzo de Paoli in via Ristori a Bologna, perché vorremmo che il messaggio arrivasse da chiesa a chiesa, da comunità a comunità. Vi invitiamo quindi il 18 ottobre alle ore 21 a trovarci insieme ad ascoltare: forse ci piacerebbe essere già i discepoli che di corsa rientrano a Gerusalemme, ma più realisticamente saremo quelli che ascoltano per via qualcuno che gli accende il cuore raccontandogli della propria storia di fede, e guarderemo con attenzione il gesto di spezzare il pane della loro vita per apprendere ancora una volta come aprire gli occhi ed il cuore.

Sabato 21 ottobre in Cattedrale proveremo a trasformare questa gioia in una preghiera diocesana, durante la veglia delle ore 21 presieduta dal cardinale. Ascolteremo il mondo coi suoi canti e a volte le sue grida, per appoggiare ancora la nostra voce sui salmi, sul Vangelo, sui sandali e sugli zaini e desiderare di partire a nostra volta. Daremo anche il crocifisso quella sera a padre Roberto Battistin, della comunita missionaria di Villaregia, che negli anni trascorsi qui a Bologna ha reso preziose e dense di umanità le iniziative che il centro missionario diocesano via via proponeva in diocesi. Non scandalizzatevi se scrivo “dare il crocifisso”, perché è segno di comunione, due braccia aperte per unire distanti e farsi prossimo. E a tutti voi l’invito a partecipare.

d. Francesco Ondedei 


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