Papa Francesco

"Voi sapete, cari giovani universitari, che non si può vivere senza guardare le sfide, senza rispondere alle sfide. Colui che non guarda le sfide, che non risponde alle sfide, non vive. La vostra volontà e le vostre capacità, unite alla potenza dello Spirito Santo che abita in ciascuno di voi dal giorno del Battesimo, vi consentono di essere non spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei. Per favore, non guardare la vita dal balcone! Mischiatevi lì, dove ci sono le sfide, che vi chiedono aiuto per portare avanti la vita, lo sviluppo, la lotta per la dignità delle persone, la lotta contro la povertà, la lotta per i valori, e tante lotte che troviamo ogni giorno." Papa Francesco

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lunedì 28 febbraio 2022

Abbiamo bisogno della profezia della nonviolenza (Papa Francesco e gli universitari USA)


 “La violenza distrugge, la violenza non costruisce, e lo vediamo nelle dittature militari e non militari nel corso della storia. Abbiamo bisogno della profezia della non-violenza, è molto più facile dare uno schiaffo quando si riceve uno schiaffo, invece di porgere l’altra guancia”. Lo ha detto ieri sera (24 febbraio 2022) il Papa, dialogando online a braccio con gli studenti universitari del Nord, Centro e Sud America.

 Non-violenza, migranti, ambiente, rapporto con gli anziani e le nuove tecnologie. E una preghiera iniziale a Maria, Regina della Pace, perché protegga l’Ucraina, le famiglie, i giovani, le vittime degli attacchi partiti la scorsa notte. Papa Francesco dialoga virtualmente per oltre un’ora con gli universitari di tutta l’America per l’incontro sinodale “Costruire ponti Nord Sud” ideato e organizzato dal Dipartimento di Teologia della Loyola University, ateneo dei gesuiti a Chicago, in collaborazione con la Pontificia Commissione per l’America latina. “Buongiorno, buona sera, buona notte”, esordisce Francesco in riferimento ai vari fusi orari.


“La gentilezza è una delle cose umane più belle, nasce dalla tenerezza”, ha aggiunto il Papa, secondo quanto riferisce Vatican news.   Il Papa ha messo in guardia anche dal “gioco dell’ipocrisia”, che “avvelena la tua vita. La sincerità costa e ti porta avanti nella conversione all’armonia con il mondo”.

 

Non è mancato, tra gli altri temi, l’accenno alle migrazioni, che Francesco ha definito come “uno dei drammi più gravi” del nostro secolo: “Stiamo vedendo persone che lasciano la loro terra per problemi politici, guerre, problematiche economiche, culturali. Il principio è molto chiaro: il migrante bisogna accoglierlo, bisogna accompagnarlo, promuoverlo, integrarlo”. Il tema delle migrazioni riguarda tutti, ha aggiunto il Papa, visto che tanti sono “figli di migranti”. “Io stesso – ha ricordato – sono figlio di migranti”, membro di una famiglia partita dal Piemonte quando “mio padre era un giovane contabile di 22 anni”. Gli Stati Uniti stessi sono “un Paese di migranti: irlandesi, italiani…” e “anche la mia terra, l’Argentina, è un cocktail di migranti”.

 

La questione, quindi, interpella ognuno di noi, in particolare gli universitari che, sottolinea il Papa, devono affrontare, studiare e farsi carico del problema attraverso i tre linguaggi “della testa, del cuore, delle mani”, non cadendo nel rischio di diventare “freddi, senza cuore”.

 

Leggi tutto al link di Vatican News




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